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Sviluppo di resistenze o ceppi resistenti

Il virus dell'epatite C, nell'atto di replicarsi o riprodursi, compie una serie di errori: in altre parole, non riesce a replicare una copia perfetta di se stesso, ed il risultato di questo "errore di trascrizione" sono miliardi di virus diversi l'uno dall'altro che persistono nel sangue del malato.

Se tra questi mutanti virali – così simili ma diversi uno dall'altro – ne esiste una specifica tipologia con caratteristiche tali da renderlo capace di replicarsi anche in presenza di un farmaco antivirale, questo ceppo si riprodurrà, e si amplificherà a tal punto da rendere la maggioranza del virus circolante resistente al farmaco.


Lo sviluppo di resistenze può avvenire per diverse cause

  • potenza del farmaco inadeguata
  • quantità del farmaco inadeguata
  • aderenza inadeguata ( non assumere il farmaco alle modalità prescritte)
  • resistenze preesistenti (esposizione ad altri antivirali)

Per quanto riguarda simeprevir il fallimento alla terapia con SIM/PegIFN/R è usualmente associato a mutazioni che conferiscono alta resistenza a simeprevir. Le mutazioni emergenti sono differenti nei pazienti genotipo 1a rispetto ai pazienti di genotipo 1b. Tuttavia le varianti resistenti che emergono nel caso di fallimento alla terpia con SIM/PegIFN/R, diventano non più rilevabili nel tempo.

Nella maggior parte dei pazienti, le mutazioni emerse nei pazienti in cui la terapia ha fallito scomparivano in tempi molto brevi tanto che al termine dello studio tali mutazioni non erano più presenti.

Il tempo medio affinchè le mutazioni emerse non fossero più rilevabili era inferiore nei pazienti 1b rispetto ai pazienti 1a.

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