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Sviluppo di resistenze o ceppi resistenti

Il virus dell'epatite C, nell'atto di replicarsi o riprodursi, compie una serie di errori: in altre parole, non riesce a replicare una copia perfetta di se stesso, ed il risultato di questo "errore di trascrizione" sono miliardi di virus diversi l'uno dall'altro che persistono nel sangue del malato.

Se tra questi virus – così simili ma diversi uno dall'altro – ne esiste una specifica tipologia con caratteristiche tali da renderlo capace di replicarsi anche in presenza di un farmaco antivirale, questo ceppo si riprodurrà, e si amplificherà a tal punto da rendere la maggioranza del virus circolante resistente al farmaco.

Lo sviluppo di resistenze può avvenire per diverse cause

  • Potenza del farmaco inadeguata
  • Quantità del farmaco inadeguata
  • Aderenza inadeguata ( non assumere il farmaco alle modalità prescritte)
  • Resistenze preesistenti (esposizione ad altri antivirali)

E' importante prevenire lo sviluppo delle resistenze in una fase precoce per impedire una diffusione troppo ampia dei ceppi resistenti.

Gli studi hanno evidenziato che:

  • Nessun paziente che ha negativizzato ed è restato tale dopo 6 mesi dalla sospensione del trattamento ha mai sviluppato resistenze.
  • La comparsa di resistenze non è automatica in tutti quei pazienti che non rispondono alla triplice terapia con telaprevir. Gli studi indicano che sono più frequenti nei pazienti che avevano fallito un trattamento precedente e in particolare nei null responder. Inoltre è stato notato che il sottotipo 1a sviluppa resistenze con maggiore frequenza.
  • Dopo 25 mesi dalla sospensione della terapia, nei pazienti che avevano sviluppato le resistenze, queste sono scomparse nell'89% dei casi, tornando al ceppo virale "nativo" (in gergo scientifico viene chiamato "wild type".)

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