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Testimonianze

Effetti collaterali

Agli effetti collaterali causati dall'assunzione di interferone pegilato e ribavirina (che possono essere lievi, moderati o intensi da paziente a paziente) e già descritti nel paragrafo sulla duplice terapia , vanno sommati gli effetti indesiderati causati dall'assunzione di Telaprevir.

Dagli studi clinici emerge che gli eventi avversi più frequentemente associati alla terapia con Telaprevir sono:

Effetto collaterale

interferone peg. + ribavirina + Telaprevir

interferone peg. + ribavirina +

Rash (sfoghi cutanei)
56%
34%
Stanchezza
56%
50%
Prurito
47%
28%
Nausea
39%
28%
Anemia
36%
17%
Diarrea
26%
17%
Vomito
13%
8%
Emorroidi
12%
3%
Fastidio anorettale
11%
3%

Disgeusia (alterazione del gusto)

10%
3%

Eruzioni cutanee e prurito (rash cutaneo) - Sono in genere sintomi di grado lieve o moderato e sono riportati nel 50% dei pazienti trattati con Telaprevir rispetto al 35% dei pazienti trattati con solo IFN e ribavirina.

Le lesioni più frequenti hanno aspetto eritematoso ed eczematoso e coinvolgono la superficie corporea in misura quasi sempre inferiore al 30%. Si manifestano generalmente entro le prime 4 settimane di trattamento ma possono comparire durante tutto il trattamento con il farmaco. Casi severi di reazioni avverse cutanee sono molto rari (< 1%).

Tutte queste reazioni si sono risolte con l'interruzione del trattamento. Solo il 6% dei pazienti è costretto a sospendere Telaprevir per via della severità del rash e quasi il 3% ad interrompere tutti e 3 i farmaci.

Ci sono 4 livelli di gravità cui corrispondono diversi approcci gestionali

Una consulenza da parte di un dermatologo con esperienza nella gestione delle reazioni da farmaci è particolarmente utile per identificare quelle lesioni infrequenti che per la sola presenza impongono la sospensione della terapia

La comparsa di alterazioni cutanee può essere prevenuta seguendo alcuni semplici consigli:

1) Bere ogni ora almeno un bicchiere di qualsiasi bevanda (acqua, succhi ecc.), salvo durante i pasti per evitare di rallentare la digestione.
2) Utilizzare sempre saponi/doccia schiuma molto delicati.
3) Preferire la doccia al bagno e usare acqua calda, ma non bollente, perché quest'ultima rende la pelle secca.
4) Non strofinare la pelle, asciugarsi con delicatezza.
5) Mantenere la pelle ben idratata, evitando creme idratanti che chiudano i pori o che siano molto profumati (possibilmente applicare un idratante subito dopo essersi asciugati).
6) Indossare fibre naturali, come il cotone, che garantiscono un'adeguata traspirazione.
7) Evitare l'esposizione a prodotti potenzialmente irritanti, come quelli per la pulizia della casa.
8) Tenere umidificati gli ambienti in cui si vive.
9) Evitare l'esposizione diretta al sole.

Tutte queste reazioni si risolvono con l'interruzione del trattamento. Solo il 6% dei pazienti è costretto a sospendere telaprevir a causa della severità del rash e il 3% a interrompere tutti e tre i farmaci. Una consulenza da parte di un dermatologo con esperienza nella gestione delle reazioni da farmaci può essere utile per identificare quelle lesioni infrequenti che per la sola presenza impongono la sospensione della terapia. I consigli indicati per la prevenzione delle alterazioni cutanee devono essere seguiti per tutta la durata della terapia, poiché la ribavirina dà frequentemente secchezza, irritazioni cutanee, prurito e fotosensibilità.

Anemia(riduzione dell'emoglobina < 10 g/dl) – E' segnalata nel 36% dei pazienti trattati con Telaprevir (rispetto al 14% dei pazienti trattati con interferone + ribavirina). Raramente comporta la sospensione del trattamento.

Gestione dell'anemia (le seguenti indicazioni sono anche il frutto del parere e dell'esperienza di esperti e possono aiutare il medico nella gestione di questo specifico effetto collaterale ma si ribadisce che la cadenza dei controlli e la gestione terapeutica sono decise su base individuale):

  • l'emocromo deve essere eseguito ogni 2 settimane almeno per i primi due mesi ma settimanalmente in presenza di valori di Emoglobina inferiore a 11.5 g/dL o di decrementi di Emoglobina superiore a 2 g in 4 settimane.
  • studi recenti hanno dimostrato che la riduzione del dosaggio della ribavirina nei pazienti trattati con triplice terapia consente di ottenere tassi di risposta virologica sostenuta sovrapponibili rispetto a quelli osservati nei soggetti che non hanno ridotto la dose di ribavirina. Pertanto, specialmente ove l'anemizzazione si verifichi quando l'HC RNA non è rilevabile dopo le prime 12 settimane di trattamento la riduzione del dosaggio della ribavirina è il primo passo per la gestione dell'anemia. Sebbene da sommario delle caratteristiche del prodotto le modalità di riduzione di dose di ribavirina siano differenti per Telaprevir e Boceprevir anche negli studi registrativi in diversi pazienti si è preferito ridurre la dose iniziale di 1000-1200 mg di 200 mg. Appare pertanto razionale un decremento progressivo di 200 mg della dose di ribavirina in presenza di livelli di Emoglobina < 10.5 g/dL.
  • la ribavirina va sospesa in presenza di valori di Emoglobina inferiori a 8.5 g/dL. La sospensione della ribavirina, tuttavia, è associata ad una significativa riduzione dei tassi di risposta virologica sostenuta.
  • la co-somministrazione di Eritropietina (o biosimilari) può essere considerata come alternativa alla riduzione di dosaggio della ribavirina in situazioni cliniche particolari, quali ad esempio nei soggetti con cirrosi (soprattutto se l'HCV RNA è ancora positivo) o come secondo step in caso di persistenza di anemia dopo la riduzione del dosaggio di ribavirina nei soggetti senza cirrosi.
  • la Eritropoietina o biosimilari sono prescrivibili con le modalità previste dalla legge 648/96 per questa indicazione.
  • le trasfusioni di sangue possono essere impiegate per la gestione dell'anemia in casi particolari specie nel caso di pazienti con elevate possibilità di risposta al trattamento per evitare la sospensione della Ribavirina.
  • in caso di sospensione del trattamento per una grave forma di anemia incontrollabile, Telaprevir non può essere re-introdotto dopo la sospensione.

Irritazione anorettale e congestione emorroidaria - Sono riportate in circa il 30 % dei pazienti (rispetto al 6% dei pazienti trattati con terapia standard). Probabilmente sono sintomi secondari all'eliminazione fecale del farmaco. Compaiono in genere dopo 2 settimane di trattamento.

La gestione prevede l'impiego di:

  • creme al cortisone per uso topico
  • preparazioni con anestetici ed antistaminici per uso topico (Es. lidocaina)
  • bagni emollienti
  • fibre

Nausea e diarrea - Sono segnalate nel 39% e 26% dei pazienti.

Neutropenia - La gestione della neutropenia è illustrata nella scheda tecnica. L'impiego di G-CSF (fattori di crescita) non si è dimostrato in grado di incrementare i tassi di risposta sostenuta nei pazienti trattati con duplice terapia. Il rischio generico di complicanze infettive non è correlato ai livelli ed alla durata della neutropenia, tuttavia è stato dimostrato che il rischio specifico di infezioni delle vie respiratorie incrementa con la durata della neutropenia, come accade in pazienti con malattie ematologiche. Pertanto l'impiego di G-CSF può essere preso in considerazione in pazienti con un incremento del rischio di infezioni respiratorie ( cirrotici, soggetti con infezioni da HIV) . Il G-CSF (o biosimilare) è prescrivibile con le modalità previste dalla legge 648/96 per questa indicazione.

Piastrinopenia - La gestione della piastrinopenia è illustrata nella scheda tecnica. Sono stati effettuati studi con Eltrombopag che hanno dimostrato un significativo incremento dei tassi di risposta sostenuta nei soggetti trattati con questo farmaco in combinazione con interferone peghilato e ribavirina. E' in corso di valutazione la registrazione dell'impiego di questo farmaco per questo uso da parte di FDA ed EMA. Attualmente in Italia il suo impiego è ammesso solo in particolari condizioni in soggetti con Porpora Trombocitopenica Idiopatica che presentino PLT (piastrine) al di sotto delle 30.000 unità. Non si hanno dati sulle potenziali interazioni tra boceprevir telaprevir ed Eltrombopag.

Effetti collaterali nei soggetti con cirrosi - Uno studio Francese che ha analizzato sicurezza ed efficacia di Telaprevir e Boceprevir in soggetti "experienced" con cirrosi, ha evidenziato una incidenza di eventi avversi gravi superiore rispetto a quella osservata negli studi registrativi.

E' quindi auspicabile:

  • riservare il trattamento dei pazienti con cirrosi ai centri collegati con centri trapianto ed ove sia disponibile uno specialista per consulenze immediate;
  • incrementare la frequenza di monitoraggio di questi pazienti (almeno ogni 1-2 settimane almeno durante i primi 4 mesi di triplice terapia).

Consigli e avvertenze

  • Evitare il fai-da-te. Qualunque sia l'effetto collaterale, riferire tempestivamente allo specialista la comparsa di eritemi, prurito, bolle, occhi rossi, ulcerazioni della mucose (la mucosite - infiammazione del cavo orale - è talvolta un segno iniziale di eritemi severi). Il medico, eventualmente con l'aiuto di un dermatologo, stabilirà il grado di severità della eruzione e deciderà il trattamento più opportuno.
  • Per attenuare e prevenire la sintomatologia dermatologica è raccomandabile evitare l'esposizione al sole nelle ore più calde della giornata durante il periodo estivo, indossare abiti leggeri, usare shampoo e/o bagnoschiuma neutri, abbondare nell'idratazione della pelle.
  • Procuratevi un recapito telefonico al quale potete chiamare in qualsiasi momento per riferire la comparsa di effetti collaterali improvvisi

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